Sono le 23,04 del 24 febbraio ed è ormai terminata la 6° giornata di ritorno che ha visto la Lapedonese pareggiare 1-1 con il Monteverde.
Abbiamo vissuto la partita e l'amarezza di questo risultato che non giova alle nostre ambizioni e vi raccontiamo tutto di seguito.
La serata è tiepida e la pioggia non sembra aver compromesso il manto erboso che appare compatto ed in buone condizioni anche grazie alle premure dell'ottimo Alvaro.I nostri ragazzi dopo aver posato i loro borsoni di morettiana memoria, fanno un rapido sopralluogo del campo per scegliere il tipo di scarpetta da calzare nella serata, mentre i tifosi giunti numerosi iniziano ad occupare i migliori posti sugli spalti.
Tutto sembra sereno, ma solo apparentemente... Qualcosa turba i lapedonesi: tra i convocati infatti manca capitan Iacoponi assente per squalifica e questa è un'assenza pesante quanto un macigno non solo per il reparto difensivo, ma anche per l'intera squadra, poiché nelle recenti uscite senza il capitano la Lapedonese non ha affatto brillato...
Alle 21 l'arbitro conduce in campo le squadre; la Lapedonese con la consueta maglia amaranto e gli avversari in completo bianco.
Il Monteverde è ultimo in campionato in virtù dei 5 punti frutto di soli pareggi e per affrontarlo il Mister Patricelli schiera:
Natali I; Borraccino, Perticarà, Marinelli III; Marinelli II, Addazi, Tassotti, Patricelli, Marcantoni; Del Papa, Marziali.
A disposizione:
Attorresi, De Angelis, Gaudeni, Lilla, Mazzoni, Mercuri, Natali II, Sbattella, Valeriani
Oltre all'assenza di Marchetti costretto in infermeria da un brutto stiramento riportato martedì nell'epica vittoria di Grottazzolina, dalla formazione titolare salta all'occhio un'altra nota degna di preoccupazione: l'assenza di Sbattella. Un comunicato dello staff medico chiarirà che l'altidonese non si è completamente rimesso da una strana abrasione epidermica lungo tutta la circonferenza del braccio sinistro.
La copiosa applicazione di unguenti realizzati dai monaci della Valdaso non ha ancora fatto effetto.
Insomma le notizie negative non mancano e per di più la partita di martedi contro l'ostica Grottese ha bruciato molte energie... ma quando si lotta per il primo posto in campionato non si possono cercare alibi.
In definitiva il primo tempo finisce con qualche tiro in porta di Del Papa e senza grandi emozioni.
Il secondo tempo si apre in continuità col precedente: la Lapedonese fa la partita costringendo gli ospiti nella loro metà campo, ma il risultato non si sblocca. La gara sembra stregata e l'affaticamento di martedì blocca gambe e menti dei più giovani come dei più esperti.
Inizia a cadere qualche goccia di pioggia come se il cielo volesse mandare un ammonimento ed i cattivi presagi inesorabilmente prendono forma intorno al 20' quando con una rara percussione sulla sinistra la palla finisce in area ed il numero 11 con un bel diagonale ci spinge all'inferno.
Il peggior incubo possibile è diventato realtà: siamo sotto di un gol ad appena 20' dalla fine.
Mister Patricelli prepara le contromisure e manda via via in campo Valeriani per Marziali, Attorresi per Tassotti, Natali al posto di Marcantoni e Sbattella, accolto da un boato del pubblico di casa, per un insuperabile Perticarà, ma la partita non cambia: è sempre la Lapedonese a condurre il gioco, anche se la palla non vuole saperne di entrare in rete.
A nulla valgono le ottime giocate del bomber Del Papa vice-cannoniere del campionato.
Ad un tratto qualcosa pare mutare: l'esperto Valeriani costringe l'avversario al fallo conquistando una punizione interessante da posizione centrale. Ad andare sul pallone è Borraccino: il montefiorano è arrivato solo quest'anno ma è già entrato nel cuore dei tifosi per la salda gestione del comparto difensivo e per la realizzazione di alcuni rigori decisivi.
Sugli spalti un tifoso particolarmente religioso invoca Santa Lucia, patrona di Montefiore, affinchè assicuri la consueta potenza al mancino del suo protetto.
Lucio si sistema la palla con la tranquillità di chi sa trasformare i calci piazzati. Il libero intraprende la rincorsa con un'andatura elegante: l'incedere deciso tanto da far tremare il suolo, e soprattutto gli avversari, ad ogni passo; busto dritto come un soldato acheo in corsa verso le mura di Troia e sguardo fisso alla rete ché persino la porta, e figuratevi il portiere, si intimorisce e vorrebbe farsi piccola piccola, se non fosse che a nulla le varrebbe.
Persino la pioggia intimidita dalla maestosità dell'azione cessa di cadere e torna a rintanarsi nelle nubi, ma d'un tratto la corsa si fa più veloce e tutti sentiamo un sibilo stridente come se l'aria lacerata da tanta velocità gemesse di dolore; poi un tuono forte quanto l'esplosione d'un residuato bellico descrive l'impatto col pallone.
La sfera percossa dal mancino di Lucio si convince immediatamente a staccarsi da terra e a prendere una velocità al limite della fisica, al punto che qualche tifoso si chiede sbigottito se sia stato Ciorvià a calciare.
Sul volto del portiere lo sconforto cede il posto al terrore, ché i tanti anni di allenamento non l'hanno potuto preparare ad una prova così estrema e nell'impaccio fa l'unica cosa sensata: chiude gli occhi buttandosi a terra cercando di evitare l'impatto proprio come fa un soldato in trincea quando piovono granate.
A volte la sfortuna dell'uomo si sposa con la buona sorte del portiere e così accadde quella sera: la palla infatti, ormai trasformatasi in un dardo infuocato colpisce il corpo dell'estremo difensore del Monteverde il quale nell'incredulità dell'accaduto non può trattenere la sfera, che carambola sui piedi del bomber Del Papa.
Per lui concludere quello che Borraccino ha iniziato è un gioco da ragazzi: un tap-in di destro fredda gli ospiti spazzando via le loro pretese di vittoria.
A circa 10 minuti dal fischio finale la palla torna al centro così come torna la speranza di poter ancora agguantare i tre punti.I nostri aumentano l'intensità degli sforzi, ma purtroppo gli avversari sono ben chiusi ed ora inizia a comparire anche un po' di foschia in campo come a voler ostacolare ulteriormente la remontada.
Il triplice fischio arriva puntuale schiudendo le porte al rammarico e alla delusione per una partita che andava vinta e che poteva esser vinta... ma di certo non giocando così.
Tra le cause della prestazione poco convincente consideriamo la stanchezza per la partita precedente giocata solo qualche giorno prima e forse una certa sufficienza nell'affrontare una squadra che a dispetto della classifica è stata quadrata ed ordinata fino alla fine.
Ci pare opportuno, per concederci una nota positiva, segnalare il giocatore che ha maggiormente convinto.
Dopo un rapido consulto tra i tifosi la palma del migliore va senza alcun dubbio ad Alberto Marinelli: la grinta e la concentrazione del numero 15 hanno reso la sua partita pressoché perfetta; nonostante l'arbitro abbia deciso di punire, a nostro parere troppo severamente, un suo intervento nel finale con un secondo giallo, pensiamo che l'espulsione non sminuisca affatto una gara interpretata con personalità ed ordine.
Per il resto la prima posizione in classifica si allontana e sale fitta la nebbia sull'Acquarello di Lapedona.